Tempi che cambiano
27 Gennaio 2004 by fasterboy
Stiamo usufruendo di molti vantaggi in fatto di velocità e di reperibilità delle informazioni, ma con questo cè anche il rischio di andare in saturazione e di imbottirci di inutili informazioni, oppure di orientare la nostra ricerca verso un offtopic colossale.
Ed è qui che subentra la necessità di imparare a gestire e imparare a cercare e imparare a leggere le informazioni. Questo va sicuramente fatto "velocemente", e questo porta ad imparare bene.
Si parte dalla banale lettura di ogni istruzione che comporta lo scegliere di cliccare su "continua" o "annulla" (sempre sottovalutato), al riuscire ad interpretare per quanto possibile, le emoticon, passando poi per riuscire a scrivere e capire un linguaggio gergale, dialettale, che sta inevitabilmente cambiando anche la nostra lingua (partendo dagli acronimi dei SMS alle kappa messe per nelle parole per scrivere + velocemente, per poi passare a elementi di punteggiatura o inglesismi forzati).
Protagonisti del tempo che cambia, responsabili di come e quanto cambierà, questa è la prospettiva che vedo io. Un tempo dove l’essere aggiornati sarà un obbligo morale, e l’essere informatizzati sarà il lasciapassare per ogni tipo di attività lavorativa e sociale.
Riflettete a che usi fate del cellulare per rendervi conto di come è cambiato un certo tipo di esigenze comunicative, ed assieme ad esso avete anche imparato a esprimervi adeguatamente al mezzo con il quale comunicate: un linguaggio per gli SMS, un linguaggio per le email, un linguaggio per le lettere scritte… varianti + o - marcate di cui è necessario essere consapevole per capire quello che sta accadendo
