Telecom Italia contro i diritti dei disabili
11 dicembre 2006 by fasterboy
Una lettera che mi è arrivata da un amico che volentieri vi propongo. La lettera è di Giovanna Tomaselli, la fonte è il sito Vento Sociale
Buongiorno, sono a scrivervi per segnalare e raccontare la questione che mi sta facendo perdere la salute, il sonno, la tranquillità e via dicendo…
Sono impiegata da ben 10 anni nella grande azienda al servizio del Popolo Italiano, ovvero TELECOM ITALIA, in particolare nella linea produttiva TIM di Via dei Valtorta a Milano e ho la grave colpa di essere una persona disabile dalla nascita e in carrozzina dal 2000!!
Colpa si, perchè chiedo la tutela dei miei diritti, peraltro sanciti dalla Legge 104/92, diritti che per Telecom non sembrano avere alcuna rilevanza o interesse, così come la Legge stessa….
Eccomi ai fatti: – Per gravi motivi di salute chiedo nel marzo 2006 sei mesi di aspettativa – quindi VOLONTARIAMENTE rinuncio allo stipendio di 6 mesi. Ovvero, dovendo fare in Veneto cure particolari per migliorare e salvaguardare la mia salute ed essendo io residente in Lombardia sono obbligata ad un compromesso economicamente svantaggioso di questo tipo.
Ci mettono 1 mese a concedermelo ma ce la fanno e fin qui tutto bene… – Le cure speciali danno buoni risultati, io mi sento meglio e le cose vanno alla grande – salvo il fatto che non prendo un euro da sei mesi…- ma il tempo passa e i 6 mesi di aspettativa finiscono.
I medici del mio staff di riabilitazione mi suggeriscono caldamente di non interrompere la cura, per evitare di vanificare i risultati finora ottenuti e pregiudicare quelli futuri.
Ci tengo a precisare che tutte queste cure mi vengono erogate gratuitamente dal SSN e quindi i suddetti medici non hanno alcun interesse a trattenermi in Veneto a oltranza.
E in ogni caso io mi sento davvero bene, tocco con mano risultati concreti, posso fare molto di più e farlo meglio, in generale la mia qualità di vita è davvero migliorata e non è cosa da poco, anzi…. – Dopo lunga e difficile riflessione – lasciare il posto dove sono nata e sempre vissuta, dove ci sono la mia famiglia, gli amici e gli affetti non è cosa facile – valuto che la salute viene prima di tutto e decido che il trasferimento è l’unica soluzione possibile.
Essendoci diverse sedi Tim/Telecom sparse sul territorio nazionale – Veneto compreso – chiedo quindi al mio datore di lavoro il trasferimento presso la sede di Vicenza o Padova che rimangono rispettivamente a circa 25 e 90 km dalla mia futura residenza (non sono pochi ma per poter lavorare questo ed altro…), dando anche la mia più ampia disponibilità a svolgere differenti mansioni, tutto purchè mi trasferiscano. – La richiesta viene inoltrata prima tramite colloquio con la responsabile diretta della mia linea di produzione il 16 ottobre e poi con carattere di urgenza il 31 ottobre tramite lettera raccomandata interna corredata da tutta la documentazione medica necessaria.
Nel frattempo devo interrompere le cure…lavoro a Milano e il vicentino dista 250 km….non è fattibile. – Nessun segno di vita! Nessuna risposta, neppure per comunicarmi di aver ricevuto la mia richiesta! Nulla, niente, nada, rien, nothing…il silenzio più totale. Come se niente fosse stato fatto…. – Faccio pressioni sulla suddetta responsabile che si stringe nelle spalle e mi dice che i tempi sono lunghi.
Chiedo quanto lunghi. Non si sa. Devo aspettare. – Scrivo una seconda lettera in data 21 novembre. Sempre con carattere di urgenza, sempre corredata da tutta la documentazione medica comprovante le necessità a tutela della mia salute. – Nessun segno di vita!!!! Di nuovo il nulla più totale, nè un si, nè un no: solo il silenzio più assordante! Che abbiamo sterminato gli addetti all’Uffico Personale? Tutti quanti e nessuno ne ha saputo nulla? – Mi attacco al telefono e ai numeri indicati sull’elenco aziendale per contattare i responsabili dell’Uff. Personale per richiedere un colloquio con il responsabile Dott. Marco Lodigiani. – Ai numeri indicati sull’elenco aziendale non risponde mai nessuno….suonano liberi all’infinito. – Chiedo numeri diversi, un numero di cellulare, qualcosa….mi si risponde che è inutile perchè tanto non rispondono mai al telefono.
Ma come non rispondono?
E se qualcuno ha bisogno? Mi dicono che è l’Ufficio del Personale che contatta il lavoratore e non viceversa…Ah, ho capito….ma se io ho un problema e faccio parte del personale come faccio a parlarci???
Mi si dice che non ci sono altri numeri se non quelli indicati. – Sollecito massicciamente i miei responsabili per avere questo benedetto colloquio….mi dicono che lo hanno detto al Dott. Lodigiani e che devo aspettare…
Domando come hanno fatto a contattarlo visto che al telefono non risponde mai e pare non avere un cellulare aziendale, che io marcia impiegata del 119 invece mi devo portare sempre dietro e tenere rigorosamente acceso e disponibile durante l’orario di servizio…..Nessuna risposta sul modo utilizzato per contattare costui. Chiedo se devo mandare un piccione viaggiatore, mi rimandano a lavorare. – Intanto dal punto di vista della salute comincio a perdere punti…Certo non riesco più a fare niente….e adesso?
Mi faccio un c… così da quasi un anno e per colpa di questi s…… muti e introvabili sta andando tutto a p…. –
Colpo di genio: tento la strada sindacale!!!! E interesso della questione il sindacato leader della TIm Lombardia cioè CGIL. Mi dicono che proveranno loro a chiamare per chiedere il mio colloquio.
Aspetto…di nuovo se non sono io a pressarli nessuno mi aggiorna su niente – al di là del fatto che chiedo informazioni e o non mi viene risposto affatto o mi richiamano dopo due giorni su mio nuovo sollecito…
Chiedo spiegazioni sulla tempistica in oggetto, mi si dice che è un periodo di lavori sindacali molto intensi e che purtroppo hanno poco tempo ma che a brevissimo tutto cambierà. – Il giorno 4 dicembre distrutta dall’attesa, dall’incertezza e dall’ansia per il mio futuro mi presento bellicosa ai miei responsabili che mi informano che a loro non spetta più alcuna azione per facilitarmi poichè il loro dovere – cioè passare l’informazione della richiesta colloquio – lo hanno fatto e non possono fare altro.
Se l’Uff. Personale non mi chiama di sua spontanea volontà non c’è niente da fare.
Comincio a contemplare l’ipotesi di chiedere un’udienza al Pontefice in San Pietro, di sicuro i tempi sono più brevi e magari il suo intervento può smuovere un poco i responsabili Lodigiani e Mangano…. – Scrivo invece una email direttamente al suddetto Lodigiani, responsabile dell’Uff Personale – attirandomi sguardi e commenti biechi per aver scavalcato la gerarchia… – in cui mi rendo disponibile, in attesa che si diano una mossa a decidere se vale la pena almeno rispondermi, a prendere altra aspettativa – ovvero ad accettare VOLONTARIAMENTE di nuovo di non farmi pagare per un periodo di tempo che questa volta sarà l’azienda a decidere…. – Alla email viene data una risposta automatica dicendo che costui è fuori sede per tutta la settimana…lo faccio presente a chi di dovere mi viene risposto che è la settimana del ponte di S. Ambrogio e dell’Immacolata…Il commento dovrebbe spiegare qualcosa? E’ il ponte di S.Ambrogio e io sono regolarmente in sede a farmi il c… – Richiamo il ref. CGIL in Tim che mi dice che ha passato la pratica in mano al Segretario CGIL della Lombardia Puglisi che sta già contattando i nostri due eroi dell’Uff. Personale e che se entro due giorni non avrà risposta farà scrivere una lettera dai legali del sindacato per sollecitare il colloquio.
N:B: Nota bene! Tutto questo casino è SOLO per avere un colloquio con l’Ufficio del Personale!!! Non è per il trasferimento!!!!!! E’ solo per il colloquio in cui si parlerà del trasferimento!!!!!! Al solo pensiero mi viene male….. – Passano i due giorni promessi, ne lascio trascorrere un terzo per sicurezza poi chiedo informazioni…nessun segno di vita.
Che stia diventando un modus vivendi il non rispondere assolutamente nulla a chi sollecita informazioni per una questione seria e grave come la mia? – Il 9 dicembre richiedo inc……. nera altre informazioni, finalmente mi rispondono dicendo che oggi lunedì 11 dicembre durante un incontro su tutt’altro in Camera del Lavoro a Milano si parleranno in breve dell’eventuale lettera.
Ma come, la lettera non doveva partire due giorni dopo il mancato contatto con l’Uff Personale??? Quindi non solo già decisa ma anche già partita? Mi dice che devo avere pazienza e devo aspettare perchè sono cose lunghe, che i tempi medi dei trasferimenti sono di 2 anni. 2 ANNI?????? Ma come c…. faccio ad aspettare due anni per farmi curare?????? Mi si chiede che fretta ho e che se ho aspettato fino ad ora uno o due mesi in più non fanno differenza….
Non so neppure come commentare la cosa.
Faccio presente che la Legge 104/92 conferisce ai trasferimenti e alle esigenze dei lavoratori disabili carattere di urgenza e priorità su tutte le altre questioni aziendali di gestione del personale. E che obbliga l’azienda a spostare il lavoratore nella sede a lui più vicina ove possibile.
Bene, la mia azienda impiega un numero incalcolabile di personale interinale…..e continua ad assumerne anche in Veneto quindi necessità in zona ne ha….perchè fa scena muta davanti alla richiesta legittima di un lavoratore che si trova in difficoltà e in una situazione di grave stress fisico, e soprattutto emotivo e psichico? Vogliamo parlare di mobbing? Vogliamo parlare di mancata tutela dei diritti di un lavoratore disabile? Vogliamo parlare di negazione del diritto alla salute? L’azienda punta di sicuro al licenziamento volontario…..ci metto su di tutto!!
Facciamo i morti così quella rompic…. si stanca e se ne va via da sola perchè è ovvio che la sua salute le sta più a cuore di un lavoro…
E io che ingenuamente credevo che non bisognasse scegliere tra salute e lavoro!! Malattia ne posso prendere un po’ ma non all’infinito, anche perchè con la questione della reperibilità del medico fiscale posso pallegiarmi tra Veneto e Lombardia fino ad un certo punto….
E adesso? Ho il trasloco fissato e già organizzato per il 23 dicembre….ho già capito cosa mi tocca fare…spedisco i miei mobili e gli effetti personali e vivo a tempo indeterminato come una sfollata su una brandina, senza null’altro e mangiando cibi preconfezionati finchè l’azienda al servizio del Popolo Italiano deciderà che può concedermi almeno una risposta, una qualsiasi considerazione almeno per prendere atto della mia richiesta, figuriamoci poi del trasferimento….
E nel frattempo tutte le mattine, sabati e domeniche e festivi compresi mi dovrò alzare e presentare puntuale al lavoro per produrre il reddito che permette a TIm/Telecom Italia di pagare a Sofia Loren un cachet milionario per uno spot di m…. Tim è davvero vivere senza confini…al peggio….
Grazie per l’attenzione!
Giovanna Tomaselli


