Sono stato ad una festa
25 Ottobre 2005 by fasterboy
Si banchettava mangiando con le mani, i pasti frugali riempivano la bocca bloccando ogni genere di parola.
Comunicavo a cenni con la testa, non aveva senso parlare, il cibo era talmente buono che poco a poco la gente spariva innanzi a me.
Rimasi solo nel salone dove la festa era un frusciare di corpi affamati e il tintinnare di piatti, posate e bicchieri.
Neanche la musica era sufficiente a non farmi notare il disagio che stava salendo come una marea.
Continuavo a mangiare, facendo finta di niente, il frusciare dei corpi affamati si affievoliva come una dissolvenza al nero
Il nero era il vuoto della sala, i tavoli imbanditi all’inverosimile di pietanze prelibate ed inutili
Le mani odoravano di tramezzini e fritto, ero oramai sazio e il masticare era concluso.
Avevo voglia di un caffè ma non avevo nessuno al quale chiedere, il silenzio era un ricordo di qualche momento prima, un eco nella mente che certificava l’avvenuta registrazione in memoria di quei momenti.
E la festa adesso era da ricordare, io in piedi, un piatto vuoto e una salvietta sporca di salsa.
Non stava accadendo nulla in quella festa solitaria, non sapevo neanche di che festa si trattava, ero in mezzo alla sala e lo sguardo posandosi sui tavoli, li faceva sparire man mano che mi giravo, nulla di straordinario, ma sparivano come dissolvenze al nero.
Il nero era il pavimento di una grande sala, di quelle dove una volta si ballava con la musica di un soffiato quartetto di archi, moderato e sublime contrappunto alle vicinanze dei corpi ballerini che cercavano i preliminari di un contatto corporeo ben più approfodito in seguito, in altro luogo, neanche tanto distante.
Ho mosso passi nella sala oramai vuota, le luci svuotavano gli spazi, pessimo progetto d’arredamento pensai.
Il cibo mi aveva dato soddisfazione, non ricordo le poche parole ascoltate poco prima, nulla di importante evidentemente.
Alla festa ero andato solo, e solo sono ora che credo sia finita.
Ho mangiato saziandomi fino all’indomani, nulla pi? per ora.
Domani si vedrà, in agenda credo di avere un pranzo a casa di qualcuno, non so chi. Non mi interessa, voglio solo mangiare.
Esco, chiudo la porta, ringrazio con un cenno della testa in una direzione vuota, è la mia massima gratitudine che provo al momento.
