Osservavo le matematiche sonore del tuo sguardo rappreso che penzolava di fronte alla porta
Null’altro poteva togliere attenzione al furore del vento del deserto
Con uno schiocco di dita invece, hai preso le sue mani porgendo una guancia gonfia di zuccheri
Un cappello arrotolato è chino sulla strada
La nebbia avvolge i suoni e gli odori
Carta rigirata si appende facilmente al pensiero
In ogni istante del delirio si sente fluire anime colorate
e poi dunque saltare la cena, migliorando la zuppa precotta
Luci che interferiscono e assaporano il suono di un liuto inventato
Controlla la risposta e ti dimentichi la domanda
e tutto va a finire pian piano nel sonno attento di uno stanco


