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Patrizia e Debora, Come Nuove

Giovedì 5 luglio, Festival Ubi Jazz
(Mirano, Corte di Villa Errera, ore 21.15)
COME NUOVE
Patrizia Laquidara voce + Debora Petrina piano

amy Kohn e Debora Petrina


Amy 29 giugno 2007
KLINKER NUNHEAD, The Ivy House
40 Stuart Road SE15 3BE, London 9pm  www.klinkerclub.info

Amy e debora 6 luglio 2007
FESTIVAL SEGNALI ALL’ORIZZONTE Padova.

Amy e Debora 8 luglio 2007
UBI JAZZ FESTIVAL Villa Widmann, Mira, ore 21.

Amy e Debora si sono incontrate a New York, e qui hanno suonato assieme per la prima volta, al centro della scena avanguardistica.
Entrambe pianiste inusuali, cantanti e autrici di canzoni, seguaci del loro stesso stile, nè classico e nè contemporaneo.
Ma avanguardia e femmililità: NientAltroKeDonne! è la soluzione dell’acronimo Naked! per spiegare il loro essere sole in scena suonatrici in assolo e creatrici di invenzioni musicali.
Voce e piano per entrambe, tastiese per Debora, fisarmonica per Amy

Amy and Debora met in New York, & there they played together for the first time, in the center of the avant-garde scene.
Both uncommon pianists, singers and songwriters, follower of neither style than theirs, not classical & not contemporary.
But avant-garde & purely female: NientAltroKeDonne! is the unfolding of the acronym  Naked! (‘Nothing Else Than Women!’, in Italian) to explain their being alone in the scene, single players & creators of the musical invention.
Voice & piano for both, keyboards for Debora, accordion for Amy.

> > Amy Kohn
> > Debora Petrina


Come Nuove

Debora Petrina e Patrizia Laquidara in un servizio fotografico dove bellezza ed ironia femminile si mostrano in tutto il loro fascino…

"Come Nuove" è anche il nome di uno spettacolo musicale che Debora e Patrizia propongono assieme. Si tratta di un omaggio alla musica popolare veneta riproposta con arrangiamenti moderni che pur rispettano la tradizione, un lavoro in continuo movimento fra l’avanguardia e i ricordi dei nostri nonni, aiutando la memoria della storia in chiave moderna.
Il sito del concerto: Come nuove sul sito di Patrizia e Debora, nonchè Come nuove su MySpace

personale di pittura di MIRIAM PERTEGATO
 
a cura di GIOVANNI GARDINI
con testo critico di LUCA VERRINI
 
Venerdi 25 Maggio ’07 al White Corner
ore 20.00 inaugurazione con buffet
 
Rotonda Don Minzoni 1, Milano Marittima

miriam pertegato

Cagliostro

"Cagliostro" è un video nato un po’ per caso, dopo una semplice e diretta proposta dei CAMELIA che mi hanno chiesto di fare un video su uno dei loro brani.
ci siamo conosciuti su MySpace, dove ho un mio spazio dedicato al progetto multimediale UIBO il folle.
Ho pescato dal sito www.archive.org i pezzi video che ho composto sulla loro musica.
Una visione in bianco e nero onirico, suggestioni sonore ipnotiche e libera interpretazione della narrazione….

Quest’inverno ho avuto il piacere di fotografare Patrizia Laquidara e Debora Petrina in varie occasioni.
Nel mio spazio su Flickr ho pubblicato una selezione di foto dove si palesa il fascino e la bellezza di queste ragazze, io ho avuto l’onere di fissare in qualche istante, dei momenti sospesi nel tempo….
Le foto sono state fatte a Bassano del Grappa (Vicenza), presso l’atelier di danza di Francesca Foscarini a Romano d’Ezzelino (Vicenza) e a Villa Ghellini a Villaverla (Vicenza)
(cliccare sull’immagine qui sotto per vedere le altre foto)

Patrizia Laquidara

respiro

Sea at night il coraggio di una scelta
accende ogni luce

i timori e le illusioni sono come
la vertigine di una pagina bianca

spogliare l’anima
dalle certezze,
per trovarvi il nulla

la coscienza muta
come le stagioni

cerchiamo di essere
sempre un divenire

anima intima e distante
che intinge vita dalle mie lacrime

la cenere brucia i vivi
anche se la fenice ora vola
rinata

occhi antichi
abbagliano
e sudano terra sputata

la libera follia
corre fra le colline
come cavalli selvaggi

lascia credere
che sia tutto vero

le dissi che
mi riposai sul letto del suo candore

inventore di immagini scritte
e desideri di luce

vorrei arrivare dove il nulla respira
ne ho sentito l’odore qui vicino

percepisco il buio come sospensione
qui nel teatro in rovina

oggi il cielo è un foglio di carta azzurro

oggi il cielo è un ammasso di carta bagnata

la paura solo alla fine
della storia

perchè il mio respiro si nutre anche di te

(grazie a Miriam, Lisbona e l’Oceano Atlantico)

ricordi i tuoi nonni?

mi sono trovato fra ulivi antichi
lì dove dimorano i miei nonni
dove il profumo della terra
è forte come quello del sangue
dove ogni vento ha un nome
ed i giorni sono precise galassie misteriose
erano facce scolpite dal tempo
ogni ruga conta il tempo che passa
mani grosse poco adatte alle carezze

foglie di aloisia strofinate
profumano le stanze
c’è del fumo di caminetto
e la pentola nera di carbone
fa bollire acqua per il pasto
pietre irregolari come pavimento
un pozzo dove prendere acqua oscura e fresca

piccoli lampi di memoria
come piccole luci lontane nella notte
come scoperte di nuovi pianeti
nell’immensa galassia dell’anima

Ingresso per l'Inferno - foto di Luigi De Frenza

a Pier Paolo P.

propaggine di apparenza
spesso vacua
sempre involucro

c’è un re muto
seduto sul trono
il suo scettro dispensa vergogne

un divino
vestito a festa
ozia solitario

le cose vivono me
che non so ritornare
.. annaspare

suoni impuri
colori consunti
occhi annebbiati

un cortile di echi
poveri fino al mare
si ride per nulla

era una lettera d’addio
preparata da una vita
e consegnata a mano…

(indegnamente dedicata a P. P. Pasolini astrazioni personali dallo spettacolo "SIAMO TUTTI IN PERICOLO" di G. Fogacci e M. Sbarsi, regia di D. Salvo.
Dal comunicato stampa dello spettacolo: questo spettacolo nasce da “Lettere Luterane”, la raccolta degli ultimi articoli di Pier Paolo Pasolini per Il Mondo e Il Corriere della Sera nel 1975, anno della sua morte. E prende forma nell’ultimo documento, estremo e profetico, del poeta: una confessione più che un’intervista, l’ultima, rilasciata a Furio Colombo il giorno prima di essere ucciso.
Pier Paolo Pasolini incarna più di ogni altro la figura dell’intellettuale che, con le armi della parola e della poesia, afferma con vigore e “disperata vitalità” il valore dell’uomo, inteso come homo poeticus ma anche homo politicus, difensore dell’ideale e di quel “privilegio del pensare” che oggi appartiene a pochi. Pasolini è il simbolo di un mondo oggi scomparso. Un mondo fatto di desideri puri e impuri, di necessità primarie, di fisicità disperata e bruciante, d’ingordigia d’amore, di purezza, di occhi e volti non ancora toccati dal cinismo del mondo moderno.
Lo spettacolo ripropone la tensione drammatica del grido d’allarme, lucido e disperato, di PPP sull’inevitabile declino della nostra civiltà. Un monito che, alla luce degli avvenimenti odierni, suona straordinariamente profetico. In anni di “demoniesca banalità”, che ha svuotato ogni idea, la voce del poeta salvaguarda la natura dell’uomo, offre un futuro al destino, intravede nella nebbia una via possibile. Almeno a coloro che si permettono di credere e di immaginare.)

Sogno elettrico

ho allevato pecore elettriche in un inverso mondo
belavano analogiche come l’erba che brucavano

ed i bastioni di Orione, forse non esistono
 
staccai la spina solo per provare, ma si spensero le luci
ed il gioco non poteva andare avanti

una giostra mostrava bambole senza espressione
mi spedivano segnali in codice ma non le capivo

un pensiero catodico è un gas illuminato
nel vuoto di una boccia di vetro

forse i ragni meccanici li potrei schiacciare
ma esploderebbero subito in mille scintille

c’era un mare, rosso di coloranti
e navi galattiche ad attraversarlo
non c’era che atomico vento a muoverle
e fra i denti il marinaio si trovava il sapore
della sua carne oramai marcia

forse un cielo verde non esisterebbe nei sogni
ma è qui davanti ai miei occhi che mi respira

forse questo sogno è il delirio di un folle
o solo una premonizione, o solo consapevolezza
ma staccate la spina… presto!!

(Philip K. Dick, mi parla sempre di mondi deliranti, ma spero di non fare la sua fine…)

Dolce bisogno di niente -  foto di giuli@C’è un dolce bisogno di niente
lo respiro da un po’ e assopisce
è un cerchio che vedo a tratti
tutto intorno mi circonda
è un appoggio per i miei gomiti
inclino la testa, la poso sulle braccia
osservo
lontano e vicino
osservo
scruto come un cacciatore
assorbo sensazioni
veicolo emozioni
accumulo energia
domani è sempre un nuovo giorno
come un’alba sul mare
un mare pronto ad agitarsi con il vento
ed a quietarsi fra ombre e riflessi
come se tutto fosse niente
un dolce bisogno di niente

(ispirato da una foto di giuli@)

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