Un artista dovrebbe possedere o per lo meno comprendere e aver avuto esperienza
di tutte le forme d?arte esistenti___
Dovrebbe saper dipingere, ma prima apprezzare e conoscere opere altrui___
Dovrebbe saper scrivere ma prima divorare qualsiasi tipo di parola scritta___
Dovrebbe saper suonare e cantare ma prima avere il problema di dove ficcare il migliaio di cd che ha in casa___
Dovrebbe saper danzare ma prima aver lanciato rose a Nureiev___
E il tutto dovrebbe essere vissuto come un esperienza totalizzante.
MA?Non c?? il tempo per farlo?merda!
Bisogna trovarlo, se sono queste le cose che partono dallo stomaco ,
se si sente che ? questo che ci renderebbe felici bisogna trovare un modo
per realizzarlo.
Se ci? che al di fuori dalle spesse mura dell?industrializzato alto vicentino
siamo sicuri ci trasformerebbe in ci? che siamo stati messi al mondo per
essere, bisogna scavalcare quelle mura, abbatterle no, non si pu?. Anni
e anni di lavoro nei campi, di notti in tessitura e di industrie mai ferme
non si possono cancellare, e anzi non si deve perch? ci? che ci ingabbia
ci da anche da mangiare, ma chi non ci sta chi non ce la fa a starci dovrebbe
uscirne, lo scontento di queste persone nuoce anche a chi in fabbrica tutto
sommato ci sta bene e non chiede altro che l?arrosto la domenica a pranzo.
E tutto questo va bene, ma a me non basta io sento che sono diverso, non
? solo che vorrei esserlo, lo sono proprio.
Purtroppo le mie radici non sono state equipaggiate di strumenti adatti
per la fuga, non so come fare ad uscire da questo stile di vita, ogni mattina nuove idee si affollano per nascere e puntualmente muoiono inascoltate ogni sera, ma la necessit? di soldi
e tempo e lavoro e convivenza forzata e clich? e buonismo e falsit? mi rende
difficile questa rinascita che la mia mente sente invece come necessaria
assolutamente e in brevissimo tempo.
Anche il mio corpo urla di stress da lavoro-sicuro-ben-retribuito e che
ti servir? per il futuro.
E la mia mente agonizza quando pensa che questa situazione se l?? voluta
lei imbrigliata dai soliti schemi di pensiero innati o inculcati dall?ambiente
di crescita.
Se l?? voluta lei ma allo stesso tempo non la voleva, ancora una volta ha
avuto il sopravvento ?quello che si deve? su ?quello che si vuole?.
E anche questo la maggior parte delle volte non ? chiaro, io credo di sapere
cosa voglio e il giorno dopo non lo so pi? perch? mi accorgo che il giorno
prima era solo un riflesso pallido del ?quello che si deve? misto ad un
po? di voglia di cambiare.
Quello che si vuole ? la cosa pi? difficile e scomoda che esista nella vita
di una persona, tanto che io sono convinto che la maggioranza delle persone
non si pone nemmeno l?alternativa, ? difficile capire quello che si vuole
perch? troppo spesso troviamo una comoda e calda minestra pronta anche se
avresti magari voglia di tagliata al sangue, ? scomodo fare quello che si
vuole ed agire secondo i propri schemi mentali perch? ci? significa cedere
la tua maglietta rossa e darla in pasto alle belve- ovvero lasciare il tuo
gruppuscolo di conoscenze comode e utili per ritrovarti magari da solo nel
bel mezzo di una festa dove conosci tutti ma non te ne frega di nessuno.
Alla fine la domanda totale ?: meglio con la tua testa e da solo o con la
maglietta rossa e in compagnia?
Da quale scelta deriva la minor sofferenza?
Non lo so ma voglio far credere a me stesso che sia dalla prima, perch?
ho provato la maglietta rossa ma mi stava stretta, perch? l?ipocrisia non
fa parte del mio dna, perch? la troppa sincerit? mi fa male al fegato ma
fa bene al mio cervello, perch? la chiarezza mi fa respirare mentre le manovre
occulte mi soffocano.
Gli incubi in cui tutte le persone che conosco mi reputano uno sciocco e
sparlano di me non finiranno finch? non avr? trovato un mio equilibrio,
e il sentiero verso questo bilanciamento non mi si ? ancora dischiuso, ma
adesso ho intenzione di prendere in mano il badile.
Tu che leggi puoi averlo pensato e scritto
