Naturalmente veloce
25 settembre 2005 by fasterboy
ci sono tormenti brevi e quelli ad onda lunga, sono i secondi a portare maggior devastazione.
L’onda lunga è lenta ed inesorabile, spesso insensata e sorprendente, ti travolge improvvisamente ma in fondo l’aspetti, ne sono consapevole fievolmente sempre, come si confà per un’onda lunga.
Ha una frequenza che può durare anni per compiere un ciclo, e la sua ampiezza è colossale ma estremamente graduale, impercettibile fino a quando non mi accorgo di essere nel picco.
Lo stesso vale nei godimenti, quelli ad onda lunga portano la devastazione all’esatto opposto.
E di questa ne ho consapevolezza maggiore, alimentata dal naturale desiderio di subirla.
Arriva a sorpresa, accolta sempre da braccia aperte e sorriso ebete, e quella del presente ha la sublime irruenza di una tempesta di riccioli biondi, nulla di aspettato ma ben accolto…
Eh sì, il tanto bistrattato presente, di cui avevo coscienza inconscia fino a quando vi ho aperto gli occhi sopra: il presente… Quello turbato dalle smanie del futuro e dai freni del passato. Aprire gli occhi sul presente è una rivelazione epica, e non vi sono corsi per imparare a gestirlo, sono autodidatta con i suggerimenti iniziali arrivati da culture orientali ovviamente.
Con gli occhi aperti al presente ignoro tutte le previsioni che il reparto meteo può passarmi sull’onda lunga del godimento. Mi concentro sullo stretto ma intenso angolo visivo che ho davanti a me, un angolo visivo versatile e agile nello spostarsi, preciso e ben contrastato nel focalizzare "l’attorno" nei 360° cubici…
Il titolo è evidentemente agli antipodi, niente di fondamentale comunque, spazio per due parole che hanno innescato questo post a specchio

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