Me and You and Everyone We Know ))<>((
15 marzo 2006 by fasterboy
Dopo una overdose di cinema indipendente americano fatto di storie tristi e negative, questo gioiello indipendente americano, pulisce un po’ il grigiore accumulato fin’ora.
Il film in questione scivola delicato e si insinua dolcemente malgrado alcune scene possano turbare se girate magari da altri registi, ma Miranda July (il suo sito) fa sorridere senza ammiccamenti o complicità malate: cosa pensare del ragazzino che chatta usando un linguaggio fetish piuttosto ardito anche per un adulto, cosa pensare dell’iniziazione alla fellatio del suo fratello maggiore, cosa pensare delle provocazioni adolescenziali di una coppia di amiche nei confronti di un "perverso ma buono" vicino di casa, cosa pensare dell’incontro al buio fra la chatter e il ragazzino di 6 anni che si risolve in un bacio materno fra i due…..
Prese a se queste, ed altre scene, potrebbero condire un film alla American Pie o peggio.
Qui invece raggiungono una leggerezza inaspettata e struggente.
Il cast intero dimostra di assecondare completamente lo stile della regista che si ritaglia anche un ruolo da protagonista semplicemente formidabile, qualcosa che ricorda la vaghezza e l’ingenuità di Amelie trasposta nella provincia americana non priprio colorata come la Parigi di Jeunet.
La costruzione delle dinamiche fra i protagonisti permette di seguire facilmente le storie parallele senza perdersi ed avendo sempre ben chiaro il filo del discorso malgrado un livello surreale piuttosto elevato.
La colonna sonora accompagna lo svolgimento della storia cogliendo melodicamente tutti i momenti più intensi i primi e primissimi piani degli interpreti, lasciando un senso ipnotico di sogno perenne per tutta la durata del film.
Molto bella la sequenza della passeggiata fra Miranda July e John Hawkes alla fine del suo turno di lavoro. Un incontro surreale dove il percorso verso la loro macchina viene metaforizzato come un percorso di una coppia, da vedere ed ascoltare più che spiegare
Mi viene in mente di fare un paragone con i Tenenbaum di Anderson, magari qui si tratta di situazioni meno borghesi, ma il clima borderline di ogni singolo protagonista, la struttura surreale delle storie e le interazioni fra i personaggi, richiamano molto lo stile di Anderson pur non usando la voce fuori campo e scenografie ed ambientazioni esteticamente molto marcate. Qui la provincia americana è semplicemente ripresa così com’è, senza inquinamenti sterotipati o marcati esageratamente: la casa rosa, i vialetti alberati, le case incasinate, e poco altro viene fotografato senza filtri badando comunque a rendere protagonisti piuttosto che gli ambienti (non si capisce per nulla in che tipo di casa abita la protagonista, ma l’unico dettaglio che si vede la rende piuttosto bizzarra).
Vedendo questo film posso dire che la poesia e la leggerezza non sono stati dimenticati e il desiderio di fare storie delicate senza sbraiti è ben soddisfatto con questo film….
L’ultima scena è un regalo all’innocenza e alla magia dei bambini: il più piccolo del cast vive una magia ticchettando su un palo di ferro una monetina "tanto per far passare il tempo"…. anche questa da vedere più che spiegare
Gustati il sito del film, essenziale e molto in linea con il film stesso, (lascia l’audio acceso):
Me and You and Everyone We Know
Aggiornamento:
La colonna sonora è stata realizzata da Michael Andrews già autore delle musiche per Donnie Darko e Orange County (con un istrionico e sballato Jack Black).
Ha prodotto anche Metric’s "Old World Underground" e Inara George’s "All Rise".
La scheda del film da IMDB:
Me and you and everyone we know


