Lei e il suo gatto
9 Maggio 2005 by fasterboy
Fuori piove, seduta per terra, vicino il telefono che non squilla, abbraccia le sue gambe e la fronte poggia sulle ginocchia.
Suona il fruscio dell’acqua che gocciola e scorre per la pioggia.
Attesa.
La lavatrice è da svuotare, ha sporcato il pavimento entrando, scarpe bagnate.
Sul fuoco un pentolino per una tisana.
Attesa.
Squilla, un sobbalzo, risponde….
Voce spezzata, monosillabi, la testa si scuote piano negando il senso della conversazione.
Tuuuuuuu… telefono a vuoto, chiusa conversazione…
Occhi al cielo e telefono sbattuto per terra, pezzi di plastica che rimbalzano, sedia rovesciata.
L’acqua bolle.
Lacrime rigano il volto, singhiozzo. Lamento sommesso, fuori piove, lavatrice da svuotare e tisana da preparare.
Poco importa in quel momento, paura che assale la ragione, una fine, al telefono.. chiuso.. spento.. andato..
(Stacco)
Finisce la tisana, scalda e copre come una coperta, due pasi fin alla lavatrice, si svuota.
Stende i panni dentro, fuori piove, poche cose, umido.
(Stacco)
Guarda la sedia rovesciata, il telefono per terra, china la testa.
Pensa e spera… si illude.
Dormire, il gatto la guarda, lei lo prende in braccio, che ne sa lui?
Il gatto la guarda.
Accarezza il morbido manto, scalda, è intimo, è sollievo.
Sorride.
Il gatto la guarda.
Seduta sulla poltrona, china la testa, dormire.
Il gatto la guarda.
Dimenticare, cominciare a farlo, subito, prima di affondare.
Sonno, occhi chiusi, le membra si rilassano.
Il gatto la guarda… sorride…
(Liberamente ispirato dal cortometraggio animato “She and Her Cat” di Makoto Shinkai)

[...] Segnalo la recensione di Elly e un testo interessante di Fasterdix. [...]