La menade danzante
28 giugno 2002 by fasterboy
Ho ballato per il mio Dioniso attirata dalla sua musica d’estasi. Sapevamo entrambi d’essere un qualcosa d’altro tipo così come menade danzante continuavo a far fluttuare il mio vestito bianco attorno alla complicità dei nostri sguardi fugaci. Lui beveva, incurante dei sentimenti delle altre sacerdotesse che tenendo in mano grappoli d’uva cadevano in trance per il ritmo estenuante e ripetitivo che erano obbligate a seguire. Il vino che lui si portava sulle labbra e che assaporava poi con la lingua era rosso come il sangue che sentivo affluire al cuore e scorrere nelle vene. E vino, ancora vino sgorgava dalle sorgenti dell’altare, traboccava da grandi anfore. Vedevo questo fluido danzare in rivoli, trascinarsi per lunghe distanze, giungere ai miei piedi nudi. Sentivo la sua essenza inebriarmi ma non volevo.Non volevo niente di Dioniso eppure volevo tutto. Volevo il suo amore che non ho ottenuto e che non otterrò mai.
L’ho guardato un’ultima volta mentre camminavo verso una tenda di lino spiegazzata, con la mano l’ho aperta su un bosco sconosciuto. Spero d’incontrare Pan, chissà se riuscirò a calmare il mio animo inquieto…
(scritto da Vancouveryard)


