I figli degli uomini
1 Aprile 2007 by fasterboy
Un film intriso di crudeltà primitiva neanche troppo lontana dal presente.
uno squarcio in un vicino futuro dove le speranze vengono mediaticamente rivolte verso il kit di suicidio (eutanasia senza apparente malattia?).
Echi del mondo di Orwell in 1984 si sentono attuali più che mai, ed il regista con il suo raffinato raccontare senza troppi fronzoli, ci immerge in piani sequenza che, senza stacchi apparenti, coinvolgono emotivamente in crescendo drammatici fin dalle prime sequenze.
Usando la tecnica del piano sequenza, la storia scorre senza interruzioni con un vertiginoso susseguirsi di vicende fra bombe che scoppiano, fughe al limite, palesando l’inesorabile destino dei più ad una fine definitiva enanche davanti alla visione di una madonna nera e l’unico neonato che ammutolisce sia i buoni che i cattivi, se mai ci fosse una reale differenza….
La fotografia e la narrazione scorrono con senso televisivo ma non troppo, la musica riporta a periodi psichedelici, e certe immagini, come il maiale volante alla centrale elettrica, è un evidente omaggio ad un controverso disco dei Pink Floyd dove, partendo sempre da Orwell, si parla di pecore, cani e maiali volanti…
"Se non ti fossi curato di ciò che mi succedeva,
E se io non mi fossi curato di te,
Avremmo percorso a zig zag la nostra strada
Attraverso la noia e il dolore
Guardandoci ogni tanto sotto la pioggia,
Chiedendoci quale dei bastardi è da biasimare
E cercando con lo sguardo porci in volo[...]
Lo sai che m’importa ciò che ti accade
E lo sò che tu ti occupi di me
Così non mi sento solo
E non sento il peso della pietra
Ora che ho trovato un posto sicuro
Dove seppelire il mio osso
Ed anche uno scemo sa che un cane ha bisogno di una casa
Un rifugio dai porci in volo"
(Pigs on the Wing parte 1 e 2 - scritto da R. Waters - dall’album Animals, Pink Floyd 1977)
Il "domani" (Tomorrow) è l’annullamento del misticismo di certe speranze, ed ha l’aspetto trasandato di una nave mercantile, ma che è segno dell’unica speranza rimasta al mondo oramai asciutto e sterile di ogni senso romantico…
E’ poi un futuro così fantascientifico?
Alfonso Cuaròn alla fine, ma proprio alla fine, dopo i titoli di coda dice la sua:
Shantih Shantih Shantih
(pace pace pace)
di 
Bel film. Non un grande film, gli manca quella marcia in pù, però sono contento di averlo visto.
Un saluto, e buone vacanze